Se qualcuno mi chiede di cosa mi occupo, mi piace rispondere.. "Metto dei semini nella testa delle persone"
Al primo posto, metto i semini nella mia testa, per testarne la qualità.
Se il semino trova un terreno fertile, allora verrà fuori un bell'albero che darà dei bei frutti, se saprò proteggerlo e coltivarlo.
Man mano che le radici crescono e si ancorano bene al terreno, l'albero cresce sempre di più, grande, forte e prospero, donando abbondanza di frutti.
Succede anche a volte, che un semino lasciato in un terreno difficile, trova lo spazio per venire alla luce e nel tempo anche questo diventa un grande albero che dona abbondanza.
Oggi, mi piace pensare al mio lavoro in questo modo.
MI SENTO UN SEMINATORE.
Benvenuti nel mio mondo virtuale. Voglio condividere con Voi i miei appunti di Vita. Luce, Amore ed Energia. Namastè
sabato 18 maggio 2013
giovedì 16 maggio 2013
Esercizio quotidiano di attivazione energetica
Fluisco liberamente con gli eventi della Vita
Offro Luce, Amore ed Energia ad ogni cellula del mio Corpo
Apro il mio Cuore verso il Cielo
La Forza della Vita pulsa dentro di me
La Flessibilità del mio Corpo plasma la mia Mente
Namasté
domenica 14 aprile 2013
Paura di "VENDERE"
In questi giorni mi è capitato di leggere un'articolo, scritto molto bene da un formatore della vendita (Davide Manzoni), che condivido volentieri con tutti voi.
Ogni giorno si parla di Vendita. In ogni attività.
Si pensa alla vendita come modo per migliorare le performances, per cogliere delle opportunità, per creare business.
Provano a vendere di più, il benzinaio e il medico, il bagnino e l’ impiegato di banca, il farmacista e l’estetista, persino le hostess delle compagnie low cost. Anche le casalinghe, gli operai e i disoccupati.
Come verso una nuova frontiera, appena scoperta, un Eldorado che promette tanti tesori, eccoci in marcia alla ricerca della fortuna. Eccoci pronti per vendere di più.
Fino a pochi anni fa, il termine “vendita” o “vendere”, assumeva una connotazione non propriamente positiva (anzi), relegata ad attività interpretata da strani figuri, i venditori.
Si credeva (o si crede?) che vendere, significasse “rifilare qualcosa” (quando andava bene), o addirittura (molto peggio), imbrogliare.
Non pretendo di difendere una categoria così ampia, tutti i venditori, che certo non ha bisogno (soprattutto se non richiesti) di paladini a difesa, dicendo che così non è, ricordo semplicemente che le mele marce esistono da sempre, in ogni ambiente, categoria o ceto sociale, così come per fortuna, molte di più sono le persone oneste e di valore in qualunque attività, compresa quella di vendita.
La vendita non è ad appannaggio dei soli venditori, tanto per intenderci, di coloro con la valigetta nella mano sinistra (la destra serve per stringere la mano al cliente), ma è qualcosa che tutti facciamo, spesso senza accorgersene, perché la vendita è prima di tutto trasferire un emozione.
Vende colui che propone un prodotto, così come vende chi racconta di un bellissimo film appena visto.
Vende chi ha un idea che si trasformerà in business per sé stesso e per altri, così come vende colui che tesse le lodi del proprio dentista, enfatizzandone la bravura e la mano ferma.
Tutti vendono, anche senza nemmeno saperlo.
Infatti, la vendita (questa sconosciuta), è un altissima espressione di comunicazione, alcune volte innata.
Un linguaggio che si traduce in tutte le lingue del mondo. Basti pensare al più grande venditore di tutti i tempi: Marco Polo, che in tempi in cui non esisteva né il satellitare né facebook, e nemmeno il vocabolario di cinese, strinse accordi commerciali tra l’oriente e l’occidente, favorendo conoscenze e interscambi, precursore di un cammino fino a quel momento ignoto.
Tutte le volte in cui si vende qualsiasi cosa, si avvia uno scambio tra due parti, quasi un momento intimo, nel quale l’offerta incontra il bisogno.
La vendita si avvia con l’intento del guadagno, si sviluppa con il desiderio di conoscenza, prosegue con il rispetto e la fiducia.
Nella nostra società, fatta forse eccezione per il mondo arabo, si considera tutto ciò che ha a che fare con la vendita (proposta, trattativa e negoziazione), un atteggiamento primitivo, quasi inadeguato al mondo civile.
Spesso ci si vergogna di negoziare, di tirare su un prezzo, di chiedere lo sconto, quasi fosse un peccato mortale, un infamia.
Qualcuno ci ha convinto che per vendere basta informare, magari usando un cartello o un offerta e voilà, il gioco è fatto. Non è così!
Un giorno in un suk marocchino, trovai la scritta:
la vendita sta all’uomo, così come l’acqua sta al pesce.
Oggi come ieri, senza figure che propongono quotidianamente creando emozioni, non esisterebbe quella che siamo soliti definire “società civile”.
La vendita è un momento unico e speciale, nel quale si incontrano: abilità oratoria, capacità persuasiva, percezione delle esigenze, etica.
Nella Magna Grecia, così come nella Roma imperiale, fiorivano le scuole di “orazione” e di “retorica”, basti ricordare il raffinato Platone, oppure il grande Cicerone.
Quest’ultimo, nel De Oratore, scrive:
"… così dei tre modi in cui possiamo convincere chi ci ascolta:
Chi crede che vendere sia “roba” per venditori, e tende ad avere verso tale abilità un atteggiamento distaccato, dovrebbe ricordarsi che sempre, in qualunque attività, per vendere si devono proporre 3 cose:
“Per vendere: o io convinco il cliente che ha bisogno di acquistare, oppure lui convince me che non ha bisogno di nulla!”
Ogni giorno si parla di Vendita. In ogni attività.
Si pensa alla vendita come modo per migliorare le performances, per cogliere delle opportunità, per creare business.
Provano a vendere di più, il benzinaio e il medico, il bagnino e l’ impiegato di banca, il farmacista e l’estetista, persino le hostess delle compagnie low cost. Anche le casalinghe, gli operai e i disoccupati.
Come verso una nuova frontiera, appena scoperta, un Eldorado che promette tanti tesori, eccoci in marcia alla ricerca della fortuna. Eccoci pronti per vendere di più.
Fino a pochi anni fa, il termine “vendita” o “vendere”, assumeva una connotazione non propriamente positiva (anzi), relegata ad attività interpretata da strani figuri, i venditori.
Si credeva (o si crede?) che vendere, significasse “rifilare qualcosa” (quando andava bene), o addirittura (molto peggio), imbrogliare.
Non pretendo di difendere una categoria così ampia, tutti i venditori, che certo non ha bisogno (soprattutto se non richiesti) di paladini a difesa, dicendo che così non è, ricordo semplicemente che le mele marce esistono da sempre, in ogni ambiente, categoria o ceto sociale, così come per fortuna, molte di più sono le persone oneste e di valore in qualunque attività, compresa quella di vendita.
La vendita non è ad appannaggio dei soli venditori, tanto per intenderci, di coloro con la valigetta nella mano sinistra (la destra serve per stringere la mano al cliente), ma è qualcosa che tutti facciamo, spesso senza accorgersene, perché la vendita è prima di tutto trasferire un emozione.
Vende colui che propone un prodotto, così come vende chi racconta di un bellissimo film appena visto.
Vende chi ha un idea che si trasformerà in business per sé stesso e per altri, così come vende colui che tesse le lodi del proprio dentista, enfatizzandone la bravura e la mano ferma.
Tutti vendono, anche senza nemmeno saperlo.
Infatti, la vendita (questa sconosciuta), è un altissima espressione di comunicazione, alcune volte innata.
Un linguaggio che si traduce in tutte le lingue del mondo. Basti pensare al più grande venditore di tutti i tempi: Marco Polo, che in tempi in cui non esisteva né il satellitare né facebook, e nemmeno il vocabolario di cinese, strinse accordi commerciali tra l’oriente e l’occidente, favorendo conoscenze e interscambi, precursore di un cammino fino a quel momento ignoto.
Tutte le volte in cui si vende qualsiasi cosa, si avvia uno scambio tra due parti, quasi un momento intimo, nel quale l’offerta incontra il bisogno.
La vendita si avvia con l’intento del guadagno, si sviluppa con il desiderio di conoscenza, prosegue con il rispetto e la fiducia.
Nella nostra società, fatta forse eccezione per il mondo arabo, si considera tutto ciò che ha a che fare con la vendita (proposta, trattativa e negoziazione), un atteggiamento primitivo, quasi inadeguato al mondo civile.
Spesso ci si vergogna di negoziare, di tirare su un prezzo, di chiedere lo sconto, quasi fosse un peccato mortale, un infamia.
Qualcuno ci ha convinto che per vendere basta informare, magari usando un cartello o un offerta e voilà, il gioco è fatto. Non è così!
Un giorno in un suk marocchino, trovai la scritta:
la vendita sta all’uomo, così come l’acqua sta al pesce.
Oggi come ieri, senza figure che propongono quotidianamente creando emozioni, non esisterebbe quella che siamo soliti definire “società civile”.
La vendita è un momento unico e speciale, nel quale si incontrano: abilità oratoria, capacità persuasiva, percezione delle esigenze, etica.
Nella Magna Grecia, così come nella Roma imperiale, fiorivano le scuole di “orazione” e di “retorica”, basti ricordare il raffinato Platone, oppure il grande Cicerone.
Quest’ultimo, nel De Oratore, scrive:
"… così dei tre modi in cui possiamo convincere chi ci ascolta:
- fornire informazioni,
- accattivarci il favore,
- emozionare,
Chi crede che vendere sia “roba” per venditori, e tende ad avere verso tale abilità un atteggiamento distaccato, dovrebbe ricordarsi che sempre, in qualunque attività, per vendere si devono proporre 3 cose:
- se stessi,
- un idea,
- la propria attività/professione.
“Per vendere: o io convinco il cliente che ha bisogno di acquistare, oppure lui convince me che non ha bisogno di nulla!”
giovedì 28 marzo 2013
7 Passi per diventare un Buon Leader: 7° - Ispira gli altri ad agire
Se una persona vuole veramente qualcosa che ancora non
possiede, ha solo bisogno di un piano.
Aiuta il tuo distributore con la
dichiarazione di una missione.
Questa dichiarazione diventa il suo scopo ed obiettivo di vita.
La nostra dichiarazione di missione, è quella di aiutare quante più persone possibile, ad avere una migliore qualità della vita, attraverso il Network Marketing.
Benvenuti in Lifestyle Team.
Questa dichiarazione diventa il suo scopo ed obiettivo di vita.
La nostra dichiarazione di missione, è quella di aiutare quante più persone possibile, ad avere una migliore qualità della vita, attraverso il Network Marketing.
Benvenuti in Lifestyle Team.
giovedì 31 gennaio 2013
7 Passi per diventare un Buon Leader: 6° - Gestisci il tuo tempo in maniera efficace
Il Tempo non aspetta nessuno.
Il seguente elenco contiene alcune delle competenze che devi sviluppare per cercare di utilizzare al meglio il Tuo Tempo:
Il seguente elenco contiene alcune delle competenze che devi sviluppare per cercare di utilizzare al meglio il Tuo Tempo:
- Dare delle priorità
- Fare più cose contemporaneamente
- Essere sempre puntuali o in anticipo
- Delegare
mercoledì 30 gennaio 2013
7 Passi per diventare un Buon Leader: 5° - Comunica, comunica, comunica
Comunica, comunica, comunica
I migliori comunicatori sono anche i migliori ascoltatori.
Ho scoperto che la mancanza di comunicazione è un problema enorme in tutti i settori della vita.
Come Leader, è molto importante tenersi in contatto con la famiglia formata dai membri del tuo team.
In qualità di Leader, devi tenerli in pista e stimolarli a continuare ad andare avanti, un passo alla volta.
In qualità di Leader, devi aiutarli a riconoscere quello che vogliono.
Moltissime persone non hanno alcuna idea di quale sia il loro scopo; stanno solo andando alla deriva.
Ecco dove entra in gioco la comunicazione.
Inizia a fare domande.
Inizia ad insegnare.
Inizia a condividere.
Ho scoperto che la mancanza di comunicazione è un problema enorme in tutti i settori della vita.
Come Leader, è molto importante tenersi in contatto con la famiglia formata dai membri del tuo team.
In qualità di Leader, devi tenerli in pista e stimolarli a continuare ad andare avanti, un passo alla volta.
In qualità di Leader, devi aiutarli a riconoscere quello che vogliono.
Moltissime persone non hanno alcuna idea di quale sia il loro scopo; stanno solo andando alla deriva.
Ecco dove entra in gioco la comunicazione.
Inizia a fare domande.
Inizia ad insegnare.
Inizia a condividere.
martedì 29 gennaio 2013
7 Passi per diventare un Buon Leader: 4° - Sii flessibile
Sii flessibile
Le cose cambiano in continuazione, non è vero?
È bello e divertente imparare cose nuove e se hai un atteggiamento positivo è molto facile essere flessibili.
Un Leader è sempre capace di adattarsi ed affrontare i cambiamenti della vita.
Si deve adeguare costantemente a situazioni, circostanze e condizioni diverse.
Naturalmente, devi sempre rimanere concentrato sull'obiettivo e rimanere coerente con il tuo scopo e la tua visone del futuro.
Ci sono molti modi per raggiungere i tuoi obiettivi, se sei flessibile.
Ricorda che la vita è un viaggio, non una destinazione.
È bello e divertente imparare cose nuove e se hai un atteggiamento positivo è molto facile essere flessibili.
Un Leader è sempre capace di adattarsi ed affrontare i cambiamenti della vita.
Si deve adeguare costantemente a situazioni, circostanze e condizioni diverse.
Naturalmente, devi sempre rimanere concentrato sull'obiettivo e rimanere coerente con il tuo scopo e la tua visone del futuro.
Ci sono molti modi per raggiungere i tuoi obiettivi, se sei flessibile.
Ricorda che la vita è un viaggio, non una destinazione.
lunedì 14 gennaio 2013
7 Passi per diventare un Buon Leader: 3° - Organizzati
Quando sei organizzato, non solo puoi guidare te stesso, ma
puoi guidare anche gli altri.
Dai una sistemata alla tua auto, al tuo armadio,
al tuo ufficio, ai tuoi cassetti, alla tua scrivania, al tuo garage, alla tua
borsa, al tuo portafoglio, ai tuoi figli,alla tua casa e al tuo cortile.
Quando
sei organizzato, ti senti bene con te stesso e con l’ambiente circostante.
Quando ti senti bene, riesci ad aiutare gli altri a sentirsi bene e ad avere
una vita migliore.
Ricordati che come Leader sei un modello di ruolo.
Devi dare
l’esempio.
Non puoi insegnare a qualcuno qualcosa che non conosci o che non sei
in grado di fare tu stesso.
Devi sapere ciò che stai facendo.
domenica 30 dicembre 2012
7 PASSI PER DIVENTARE UN BUON LEADER - 2° Tieni un “Atteggiamento da Leader”
Per essere un Leader devi aver la visione ed essere
focalizzato.
Agisci per primo e gli altri ti seguiranno.
Nel Network Marketing, la tua principale preoccupazione e
responsabilità è quella di aiutare le persone ad avere successo.
Devi lavorare
su te stesso per crescere e svilupparti in un individuo altamente efficace e
attento agli altri.
Il Network Marketing è un business di relazioni; noi cambiamo
la vita delle persone una alla volta.
Una cosa interessantissima è che ciò che
impari costruendo la tua attività di Networking puoi utilizzarlo in tutti gli
aspetti della vita.
giovedì 27 dicembre 2012
7 PASSI PER DIVENTARE UN BUON LEADER: 1° - Partecipa Attivamente
Sponsorizzi un amico nella Tua azienda e lo aiuti a
sponsorizzare un suo amico, e così via.
Tu insegni ed allevi il tuo team ad
avere successo; condividi con queste persone un sistema collaudato che consenta
loro di raggiungere il successo.
In questo modo loro possono duplicare i loro
sforzi e svilupparsi molto velocemente e solidamente.
Tu sei il loro modello ed
il tuo team ti seguirà.
Nella Tua famiglia del Networking insegnerai ed alleverai ogni persona lungo la
strada del successo.
Naturalmente, devi fare un passo alla volta, e qualche
volta i passi sono molto piccoli.
A volte potresti anche cadere.
Ma ti rialzi,
impari dai tuoi errori e vai avanti.
Tu sei un Leader, tu non molli mai!
Presto il tuo team inizia a moltiplicarsi e la tua
organizzazione crescerà sempre più veloce e sempre più solida.
Inizierai
davvero a divertirti, aiutando gli altri e facendo dei bei soldi.
Mi piace paragonare il Network Marketing al popcorn.
Sia che
cuoci il popcorn in una padella sia in un sacchetto nel forno a microonde, per
prima cosa devi comunque metterci un po’ di calore sotto.
Nel Network
Marketing, il calore arriva quando la gente ha la visione e la passione per
quello che sta facendo.
Una volta che inizia a fare caldo nella padella o nel
sacchetto, il popcorn inizia a scoppiettare.
All'inizio solo un pochino, ma
dopo sembra un bombardamento.
Scoppia e scoppia, il sacchetto si riempie ed il
popcorn trabocca fuori dalla padella.
Il Network Marketing è la stessa cosa.
Si inizia lentamente.
Tu non stai facendo molti soldi e
magari non stai aiutando molta gente.
Ma poi, tutto ad un tratto, il tutto
decolla. E come decolla!
La Tua Vita comincerà a traboccare.
Troppe volte ho
visto persone mollare proprio prima che le cose si mettessero in movimento.
Ecco perché è importante capire il business del Network Marketing ed è
fondamentale che tu abbia gli strumenti necessari per avere successo.
Chi lo capisce.. poi agisce !!!
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